Moxibustione

La Moxibustione (o Moxa) è una particolare tecnica terapeutica derivante dalla medicina tradizionale cinese, caratterizzata dall’applicazione prolungata di calore su punti e meridiani tipici dell’agopuntura.

Tale calore viene prodotto facendo bruciare – in prossimità della zona da trattare – degli appositi sigari o coni di artemisia: una pianta medicinale (l’artemisia vulgaris) le cui foglie – raccolte in primavera – vengono poi appositamente essicate, pressate e polverizzate.

Attraverso la combustione dei sigari si può così ottenere un lento e benefico riscaldamento della cute e di tutte le strutture interessate.

Potranno talvolta determinarsi degli innocui arrossamenti della pelle ed è quindi importante che l’operatore – anche sulla base della specifica sensibilità del soggetto da trattare – sappia dosare bene i movimenti da eseguire, la distanza da mantenere (almeno 3 cm dalla cute) e i tempi di applicazione (una decina di minuti per punto). In questo modo si eviteranno sgradevoli dolori e scottature.

Particolarmente indicata in caso di dolori articolari e cervicali legati al freddo e all’umidità o in quelli di bronchite e asma, la Moxa va invece evitata in caso di febbre elevata, ipertensione arteriosa e su aree cutanee non integre. E’ anche sconsigliata sui bambini piccoli.

In gravidanza può avere – con le opportune cautele – importanti applicazioni. Ad esempio – verso la trentacinquesima settimana di gestazione – può essere utilizzata per stimolare il rivolgimento di un feto dalla presentazione podalica (oggi indicazione al taglio cesareo) a quella cefalica.